La
Regione e gli enti del SSR (Servizio Sanitario Regionale) devono osservare i limiti di finanza pubblica di contenimento
e di razionalizzazione della spesa corrente (ad esempio per le spese: al
personale, alla contrattazione integrativa, alle spese di funzionamento, alle
consulenze, ai contratti flessibili, alla rinegoziazione dei contratti, ecc.) e
sono sottoposti in merito a periodici controlli
e monitoraggi (da parte di revisori, Regione, Corte dei Conti, Ministero).
In
particolare, la spesa
del personale è il più importante
centro di costo della spesa sanitaria e in questi ultimi anni ha
registrato una generale diminuzione sia
nelle dotazioni organiche che nella spesa del personale, quale sostanziale
risultato sia delle politiche di blocco del turn-over,
che delle limitazioni agli aumenti economici e all’obbligo di specifici accantonamenti
nei bilanci, favorendo così un sostanziale riequilibrio
del rapporto fra spesa per il personale e spesa corrente.

La
spesa per il
personale, costituente circa un
terzo della spesa sanitaria regionale complessiva, registra nel quadriennio 2013-2016
una diminuzione di 22,4 €/milioni (pari al 2,06%; vedere in proposito la tabella
n. 3). Ad essere colpiti da questa riduzione sono tutti i ruoli, anche se
percentualmente la quota più alta riguarda il personale amministrativo e quello
professionale (rispettivamente -6,80% e -6,25%).



L’incidenza
del costo del personale sui costi di produzione nel 2016 si attesta al 26,43% (inferiore
alla media regionale del 31,86%) e non presenta evidenti oscillazioni, variando
tra un minimo del 26,20% del 2011 ed un massimo del 27,13% del 2014. Questa incidenza più bassa del costo del
personale sugli altri costi conferma che la dotazione organica dell’Asl5
Spezzino è inferiore rispetto alla media regionale.

Il
70,38% del personale è donna a conferma che il lavoro in questo settore è prettamente
femminile; il 57,28% ha conseguito la scuola dell’obbligo, il 20,65% ha un
titolo di scuola superiore e il 22,07% ha un titolo di laurea; il 58,61% del
personale sanitario spezzino è
ultra50enne; il 59,48% ha più di 20 anni di servizio testimoniando che il
blocco del turn-over determina una limitazione alla flessibilità di
ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, in particolare dei medici.

Alcune
riflessioni.
La precaria situazione finanziaria italiana ha imposto politiche governative di contenimento della spesa sanitaria, in particolare ad essere
colpita è stata la spesa per il personale del Servizio Sanitario in costante
diminuzione, poiché la valutazione dei dati relativi al costo e alla numerosità
del personale, rappresentando uno dei maggiori aggregati di spesa (circa 1/3),
risulta essere uno dei principali e più “facili”
fattori su cui incidere ai fini della immediata riduzione dei costi sanitari.

L’alternativa
ai “tagli” non risiede nell’aumento delle risorse in favore del sistema
sanitario, semmai si ritrova nella revisione “consapevole” e nella “razionalizzazione”
della spesa supportata da adeguati investimenti che possono renderla efficiente
ed efficace per “fare di più con minori risorse”.
Il
fatto stesso che manchino analisi, studi e ricerche testimonia l’assenza di
“razionalità” nei tagli, poiché questi dovrebbero essere il frutto di un utilizzo
mirato dei dati. La circostanza che il dibattito, anche politico e
amministrativo, sia incentrato sulla “polemica spicciola” e non derivi dalla
elaborazione di osservazioni e critiche sulla reale situazione e sulle analisi
(che del resto mancano), accompagnate da
proposte su come risolvere le criticità, impedisce l’instaurarsi di un circuito
virtuoso tendente al miglioramento delle prestazioni sanitarie, pur in un
contesto di riduzione della spesa sanitaria.
Le polemiche sulla “pubblicizzazione” o sulla
“privatizzazione” della sanità non smascherano nessun “disegno occulto”, ma
manifestano nella loro sterilità l’assenza di una vera programmazione sanitaria
in grado di garantire realmente la sostenibilità della sanità pubblica e
universale.
Il
“viaggio esplorativo” nella sanità ligure
continua …
Euro
Mazzi
PS: questo post fa parte di un ampio studio sul Sistema Sanitario
Ligure e Spezzino, un mondo “poco conosciuto”,
nonostante sia al centro del dibattito politico e risulti di fondamentale
importanza per assicurare la soddisfazione dei bisogni di salute dei propri
assistiti.
Per vedere gli altri post:
1) SANITÀ
LIGURIA: LAVORI IN CORSO … : QUI
2)
SANITÀ: L’ ORGANIZZAZIONE DELL’ASL5 SPEZZINO: QUI
Altri post su questo argomento:
1) SPESA
SANITARIA: IL CASO DELL’AMPLIAMENTO DELLA CASA DELLA SALUTE DI SARZANA: QUI
2) SPESA
SANITARIA: LE PROSPETTIVE IMMOBILIARI NELL’AREA DELL’EX OSPEDALE VECCHIO DI
SARZANA: QUI
3) SPESA
SANITARIA: l’INTERVENTO DEI FONDI IMMOBILIARI NELL’OPERAZIONE EX OSPEDALE
VECCHIO DI SARZANA: QUI
4) LA
PRIMA CARTOLARIZZAZIONE DEI BENI DELLE ASL LIGURI: QUI
5) LA
SECONDA CARTOLARIZZAZIONE DEI BENI DELLE ASL LIGURI: QUI
6) CARTOLARIZZAZIONE
IMMOBILI REGIONALI: IL CASO ARTE GENOVA: QUI
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