Visualizzazione post con etichetta deficit bilancio sanità ligure. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta deficit bilancio sanità ligure. Mostra tutti i post

sabato 28 marzo 2020

CORONAVIRUS E LA SANITÀ LIGURE (seconda parte)

La diffusione della pandemia Covid-19 non è solo una questione di emergenza sanitaria, perché sta avendo già oggi e avrà sempre più nell’immediato futuro un impatto forte sia sull’apparato sanitario nazionale e regionale, sia più in generale sul sistema economico e finanziario, evidenziando problemi, difetti, tare e mancanze che dovranno essere analizzati e urgentemente corretti perché sono delle zavorre non più accettabili.
In tal senso, questa pandemia potrebbe diventare anche una opportunità se si svilupperà una costruttiva riflessione più generale sul sistema economico e sociale in cui attualmente viviamo per trovarne i correttivi necessari e urgenti; con questo intento, dopo aver esaminato alcune problematiche legate alla spesa sanitaria nazionale, vengono ora affrontati alcuni aspetti legati alla sanità ligure.

sabato 7 settembre 2019

ASL5 SPEZZINO: UNA “FUGA” PROBLEMATICA … (seconda parte)

Ogni cittadino ha il diritto di potersi rivolgere a qualsiasi struttura sanitaria presente sul territorio italiano per cercare una risposta ai propri bisogni di salute; questa possibilità origina un fenomeno molto importante che viene indicato come “mobilità sanitaria”.
Per “mobilità sanitaria” si intende lo spostamento di un cittadino residente in una ASL/Regione per usufruire di una prestazione sanitaria in una struttura ubicata in un’altra ASL/Regione; questo spostamento sviluppa dei flussi finanziari tra le varie ASL/Regioni, in quanto ogni struttura sanitaria (pubblica o privata convenzionata) che eroga la prestazione deve essere rimborsata dall’ASL/Regione di appartenenza (cioè dove il cittadino risiede).
Questi flussi finanziari vengono “compensati” tra le Regioni, in quanto vi sono flussi finanziari attivi o passivi, poiché esiste una “mobilità sanitaria attiva” (cioè la “capacità di attrazione” di una ASL/Regione che eroga un servizio) e una “mobilità sanitaria passiva” (detta anche “fuga”, in quanto un residente usufruisce delle prestazioni in altra ASL/Regione, rinunciando a servirsi della propria); questa “compensazione” (o “saldo” in quanto è frutto della differenza tra l’ammontare economico di tutte le prestazioni di “mobilità sanitaria attiva” con la somma di quelle “passive”) costituisce un ottimo indicatore per valutare la qualità del servizio erogato da una ASL/Regione rispetto alle altre (anche se bisogna tener conto delle prestazioni erogate a cittadini che dimorano nel territorio dove ricevono il servizio, ma che risultano residenti altrove, la cd. “mobilità apparente”).

sabato 31 agosto 2019

ASL5 SPEZZINO: UNA “FATICOSA” SPESA SANITARIA (prima parte)

Nella gestione di una ASL la questione finanziaria riveste una particolare centralità perché ha un immediato impatto sull’organizzazione dei servizi socio-sanitari a livello locale, ma è (a sua volta) una importante componente della spesa sanitaria regionale, la quale costituisce, sia in termini quantitativi, che sotto il profilo della rilevanza sociale, l’elemento portante e condizionante dell’intera politica di bilancio di una regione.
La spesa sanitaria locale è, dunque, uno degli elementi di particolare criticità per poter valutare adeguatamente sia l’evoluzione dei servizi socio-sanitari effettivamente erogati nel territorio alla popolazione, che l’andamento delle connesse variabili economiche e finanziarie conseguenti alla somministrazione delle varie prestazioni.
La chiusura in perdita del bilancio.
Nel periodo 2008-2018 il bilancio dell’ASL5 è sempre stato chiuso con un saldo negativo, per esempio nel 2018 la perdita è stata di € -8.083.279 (mentre nel 2008 era stata di € -11.590.406); nel periodo 2008-2018 la media annuale delle perdite è stata di -6,7 €/milioni, con un massimo negativo di -17,9 €/milioni del bilancio 2011 e un deficit minimo di -2,1 €/milioni nell’anno 2012.

mercoledì 6 giugno 2018

SPESA SANITARIA: LE PROSPETTIVE IMMOBILIARI NELL’AREA DELL’EX OSPEDALE VECCHIO DI SARZANA (seconda parte)

L'ampliamento della Casa della Salute è una questione complessa e articolata su vari livelli, suscita vivaci e facili polemiche poiché attiene sia all’organizzazione dei servizi inerenti la “salute pubblica”, sia le questioni finanziarie dei vari interessati, che l’equilibrio del bilancio regionale sanitario e complessivo.
Il complesso immobiliare, già di proprietà di Asl5 e poi di SCLiguria s.r.l., è stato acquistato nel 2008 da Valcomp Due, che, nel 2011 è stata fusa in Fintecna Immobiliare (ora CDPImmobiliare).
Il complesso è attualmente libero, sorge su un’area di circa 5.370,00 mq, su questa insistono sei fabbricati di varie dimensioni, più un piccolo deposito al piano terra, per una superficie lorda complessiva di circa 5.100,00 mq., una superficie coperta  di 2.789,00 mq.

sabato 28 ottobre 2017

SANITÀ: ASPETTI E PROBLEMI DELL’ASSISTENZA OSPEDALIERA (sesta parte)

Dopo aver esaminato le questioni organizzative, economiche e patrimoniali dell’Asl5 Spezzino tentiamo di delineare alcuni aspetti gestionali, con riferimento principalmente all’assistenza ospedaliera e a quella territoriale, per comprendere la complessità e l’articolazione delle problematiche dei servizi offerti per soddisfare i bisogni di salute degli assistiti, anche per riflettere sulla capacità/incapacità di operare nel rispetto dei vincoli derivanti dalla “quantità” delle risorse economiche a disposizione.

lunedì 2 ottobre 2017

SANITÀ: LE RISORSE PATRIMONIALI DELL’ASL5 SPEZZINO (quinta parte)

Dopo aver analizzato le principali caratteristiche del rendiconto economico dell’Asl5 Spezzino, completiamo l’analisi con alcune osservazioni sulla sua situazione patrimoniale desumibile dai bilanci del periodo 2008-2016. Nello stato patrimoniale troviamo, da una parte, le attività (cioè l’insieme degli investimenti) e, dall’altra, le passività ed il patrimonio netto (ossia le relative fonti di finanziamento), per evidenziare l’incremento o il decremento del patrimonio aziendale attraverso la generazione di immobilizzazioni, di entrate o di uscite di cassa, di debiti o di crediti. 

sabato 30 settembre 2017

SANITÀ: IL RENDICONTO ECONOMICO DELL’ASL5 SPEZZINO (quarta parte)

Dopo aver affrontato le problematiche riguardanti la spesa del personale, costituente il più importante centro di costo della spesa sanitaria (che negli ultimi anni ha registrato una generale diminuzione sia nelle dotazioni organiche che nella sua spesa), bisogna ora riflettere sulle problematiche scaturenti dall’analisi del rendiconto economico dell’Asl5 Spezzino.
Sul lato dei ricavi, il meccanismo di finanziamento prevede che la Regione attribuisca all’Asl una quota di FSR (Fondo Sanitario Regionale), tenendo conto della consistenza degli assistiti; nel periodo 2008-2016  tale quota è ammontata in media a 374,3 €/milioni, con un minimo di 326,3 €/milioni nel 2011 e un massimo di 395,3 €/milioni nel 2009, attestandosi nel 2016 a € 393.241.951. La Regione e lo Stato erogano anche altri contributi a vario titolo o con vincolo di destinazione per specifici interventi, portando i ricavi da contributi pubblici nel 2016 a 411,1 €/milioni pari al 94,30% dei ricavi totali ammontanti nel 2016 a € 436.002.594.

sabato 16 settembre 2017

SANITÀ: L’ ORGANIZZAZIONE DELL’ASL5 SPEZZINO (seconda parte)

L’Azienda Sanitaria Locale n. 5 spezzino (ASL5) è stata costituita con legge regionale nel maggio 1993, ha personalità giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale; opera su un territorio in larga parte coincidente con quello della Provincia della Spezia, in quanto tre comuni dell’alta Val di Vara (Varese, Carro e Maissana) sono ricompresi nel territorio della ASL 4 chiavarese; assiste una popolazione complessiva di circa 220.000 abitanti distribuiti in 29 comuni e 3 distretti socio sanitari: - Distretto 17 “Val di Vara e Riviera” con sede a Levanto; - Distretto 18 “del Golfo” con sede a Spezia; - Distretto 19 “Val di Magra” con sede a Sarzana.

sabato 9 settembre 2017

SANITÀ LIGURIA: LAVORI IN CORSO … (prima parte)

Una premessa. La tutela della salute è uno dei fondamentali diritti dell’individuo e il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dovrebbe avere lo scopo di garantire a tutti i cittadini, senza alcuna distinzione, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’art. 32 della Costituzione. Spesso, però, nel passato tale diritto non è stato rispettato e in futuro, soprattutto per problemi di sostenibilità finanziaria, questo scopo rischia di essere messo sempre più in discussione.
Nel 2016 la spesa sanitaria italiana corrente è stata pari a 149.500 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil dell’8,9%, ed è sostenuta per il 75% dal settore pubblico e per la restante parte dal settore privato.

venerdì 30 settembre 2016

CARTOLARIZZAZIONE IMMOBILI REGIONALI: IL CASO ARTE GENOVA (terza parte)

Gli Istituti Autonomi per le Case Popolari (Iacp), in attuazione di quanto previsto dalla legge regionale n. 9 del 1998, si sono trasformati in Aziende Regionali Territoriali per l'Edilizia (ARTE), una per le quattro province liguri; le quattro ARTE possiedono gran parte del patrimonio di edilizia sociale della regione.
Statutariamente le finalità delle ARTE: “è quella di provvedere al miglioramento delle condizioni abitative della popolazione ed al soddisfacimento della domanda abitativa espressa dalla stessa con particolare riferimento alla domanda proveniente dalle fasce sociali a minor reddito”.

venerdì 23 settembre 2016

LA SECONDA CARTOLARIZZAZIONE DEI BENI DELLE ASL LIGURI (seconda parte)

Dopo aver analizzato la “prima cartolarizzazione beni Asl” (iniziata negli anni 2006-2008), cioè la dismissione del patrimonio non più strumentale ai fini sanitari delle Asl, finalizzata alla copertura del debito sanitario del 2005 (di € 252,7 milioni), passiamo ad esaminare la “seconda cartolarizzazione beni Asl”, riguardante la vendita di altri beni pubblici destinata sempre al ripianamento del “buco” nella spesa sanitaria ligure del 2011 ammontante a € 144,2 milioni (per la prima cartolarizzazione vedere questo post:http://appunticorsari.blogspot.it/2016/09/la-prima-cartolarizzazione-dei-beni.html#more).
La legge finanziaria 2011 della Regione Liguria (LR n. 22 del 24/12/2010) all’art. 22 e 23 stabiliva la costituzione di un fondo alimentato dai proventi delle vendite immobiliari dei beni di proprietà degli enti del settore regionale allargato non direttamente impiegati per lo svolgimento di attività istituzionali ovvero per i quali fosse prevista la destinazione ad altro utilizzo. Tali risorse, se provenienti dalla vendita di beni delle aziende sanitarie, dovevano essere destinate sia al ripiano di disavanzi che a programmi di investimento delle Asl; mentre, se proveniente da altri enti, al finanziamento dei loro programmi di intervento. Tali beni dovevano essere ceduti ad ARTE Genova (ex IACP, Azienda Regionale Territoriale per l'Edilizia) il quale corrispondeva alla Regione un prezzo pari al valore dei beni nello stato di fatto in cui si trovavano.

sabato 17 settembre 2016

LA PRIMA CARTOLARIZZAZIONE DEI BENI DELLE ASL LIGURI (prima parte)

Dopo aver esaminato nel dettaglio il caso dell’ampliamento della Casa della Salute di Sarzana, al fine di far comprendere l’importanza e l’articolazione della problematica occorre fare “un passo indietro” ed esaminare brevemente l’operazione denominata prima cartolarizzazione beni Asl, cioè la dismissione del patrimonio non più strumentale ai fini sanitari delle Asl, finalizzato alla copertura del debito sanitario del 2005.
L’esigenza era quella di “tappare” il “buco” della Sanità che nel 2004 ammontava a € 310,5 milioni e nel 2005 a € 252,7 milioni; per coprire questo “buco” erano state adottate misure specifiche che prevedevano: 70 milioni da aumenti addizionale Irpef; 9,7 milioni da aumenti tariffari; 53 milioni da risparmi sul bilancio regionale; 120 milioni di euro dalle dismissioni patrimoniali.

mercoledì 7 settembre 2016

SPESA SANITARIA: IL CASO DELL’AMPLIAMENTO DELLA CASA DELLA SALUTE DI SARZANA (prima parte)

La polemica sulla ri-acquisizione di un fabbricato adiacente all’attuale Casa della Salute ha reso ulteriormente evidente la miopia di un certo modo di governare la finanza regionale e di amministrare la sanità pubblica.
Nel periodo 2006-2008 è stato deciso dalla Giunta Burlando di ripianare 120 milioni (dei  252,7 milioni) di deficit della sanità regionale del 2005 con la vendita di beni pubblici di proprietà di Asl e di Ospedali (cartolarizzazione) che erano inutilizzati e ritenuti non più utili alle necessità organizzative del servizio sanitario regionale.