Il
Referendum costituzionale sulla riduzione
del numero dei parlamentari, che doveva inizialmente svolgersi in data
29/3/2020 e poi rinviato per l’emergenza Covid-19,
si svolgerà il 20
e 21 settembre 2020.
La legge costituzionale è denominata “taglio dei parlamentari” perché determina una riduzione pari al 36,5% degli attuali componenti elettivi; è stata adottata principalmente con lo scopo di ottenere un “risparmio di costi” ed è stata votata da quasi tutti i gruppi parlamentari.
È un provvedimento di stampo “populista”, in quanto ritenuto penalizzante per la “casta politica”, ma se si sviluppasse una riflessione più approfondita se ne comprenderebbero i limiti e i pericoli.
Per esempio, una riduzione del numero dei parlamentari non potrebbe scalfire né i “privilegi” e né i “comportamenti da casta” dei parlamentari, anzi semmai una così accentuata riduzione numerica alimenterebbe una mentalità elitaristica di una ancor più ristretta cerchia di 400+200 componenti.
La legge costituzionale è denominata “taglio dei parlamentari” perché determina una riduzione pari al 36,5% degli attuali componenti elettivi; è stata adottata principalmente con lo scopo di ottenere un “risparmio di costi” ed è stata votata da quasi tutti i gruppi parlamentari.
È un provvedimento di stampo “populista”, in quanto ritenuto penalizzante per la “casta politica”, ma se si sviluppasse una riflessione più approfondita se ne comprenderebbero i limiti e i pericoli.
Per esempio, una riduzione del numero dei parlamentari non potrebbe scalfire né i “privilegi” e né i “comportamenti da casta” dei parlamentari, anzi semmai una così accentuata riduzione numerica alimenterebbe una mentalità elitaristica di una ancor più ristretta cerchia di 400+200 componenti.
