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venerdì 2 dicembre 2016

NO … è meglio!

Elettore,   il prossimo 4 dicembre è utile votare perché è un referendum (senza quorum) sulla nostra Costituzione; nel pieno rispetto di ciascuna posizione relativa alla riforma Renzi/Boschi che deve essere confermata o respinta dall’esito referendario, vota come vuoi, ma vota consapevole dell’importanza di tutelare “i nostri diritti”.
Mi permetto di condividere con Te alcune brevi riflessioni in proposito.

martedì 8 novembre 2016

LO STRARIPANTE “POPULISMO” DEL GOVERNO RENZI (terza parte)

La campagna referendaria del SI è imperniata su messaggi che “cavalcano” apertamente il già diffuso e dilagante “populismo”, alcuni espliciti esempi: “Vuoi meno costi della politica e meno poltrone?”; “Vuoi leggi più semplici e un parlamento più efficiente?”; “Una riforma contro caste e privilegi, per liberare e far crescere l’Italia”; “Costi della politica: la riforma è l’unico strumento per ridurli davvero”; ecc..
Altri messaggi alludono alle doti “salvifiche e taumaturgiche” della riforma Renzi/Boschi”, alcuni chiari esempi: “Riforma del Titolo V: diritto alla salute uguale per tutti”; “Perché la riforma costituzionale aiuterà il turismo Italiano”; “Come la riforma del Titolo V alleggerisce le bollette”; “Trasparenza e risparmi: con la riforma, basta sperperi nei gruppi regionali”; “Per avere leggi in tempi più rapidi”; “Vuoi cambiare il nostro paese?”; ecc..

giovedì 13 ottobre 2016

SE RENZI “CAVALCA” L’ANTIPOLITICA … (prima parte)

La campagna referendaria a favore del SI ci sta regalando slogan tipici della cosiddetta antipolitica”, termine normalmente usato in senso negativo-dispregiativo (e spesso accostato al termine “populismo”): a) per indicare l’uso di argomenti o espressioni che «parlano alla pancia del popolo»; b) a quel sentimento assai diffuso di astio verso l’intero ceto politico; c) è l’ideologia del «siete tutti ladri/disonesti/privilegiati/ecc.» o «andate a lavorare/costate troppo/non fate nulla/ecc.»; d) è un sentimento generalizzato di disprezzo che accomuna i politici «siete tutti uguali/avete gli stessi vizi/ecc.».
La campagna di propaganda del SI utilizza molte espressioni tipiche di questa “antipolitica”; alcuni esempi: «per cancellare poltrone e stipendi …»; «Per togliere poteri alle regioni inefficienti …»; «mai più ping pong infinito delle leggi …»; ecc.. 

domenica 9 ottobre 2016

LE OSCURE COMPLESSITÀ DELLA (CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE (seconda parte)

Nel corso di una lezione (aprile 2016) l’attuale Presidente del Senato Grasso ha affermato che le leggi italiane sono: Troppe e scritte male”; e dopo aver ricordato che le leggi nascono dal rapporto politico fra governo e Parlamento e tra maggioranza e opposizione, ha auspicato una maggiore semplificazione (“Nonostante diversi tentativi, passati e in corso, resta un dato oggettivo, che l'Italia ha un numero di leggi in vigore quindici o venti volte superiore agli altri grandi Paesi europei, situazione che rende difficile al cittadino conoscere e comprendere le norme”) e una migliore qualità delle norme (anche attraverso un accurato lavoro di istruttoria nelle commissioni). Grasso ha concluso ricordando che Una legge ben scritta non solo è più comprensibile, e quindi più efficace, ma è applicabile in maniera più uniforme, riducendo gli spazi interpretativi per chi deve attuarla”.

giovedì 7 luglio 2016

PANICO DA REFERENDUM: LA GOVERNABILITÀ RICHIESTA DAI POTERI ESTERNI … (seconda parte)

Nella Relazione datata 8/4/2014 al disegno di legge costituzionale (Atto Senato n. 1429, presentato da Renzi/Boschi), nella parte relativa alle linee d’indirizzo del progetto di riforma è indicata una delle ragioni di fondo del provvedimento: rafforzare l’efficienza dei processi decisionali e di attuazione delle politiche pubbliche nelle quali si sostanzia l’indirizzo politico, al fine di favorire la stabilità dell’azione di governo e quella rapidità e incisività delle decisioni che costituiscono la premessa indispensabile per agire con successo nel contesto della competizione globale”.
Le ragioni di fondo della riforma costituzionale Renzi/Boschi si ritrovano nell’esigenza di “governabilità”, che diventa, dunque, un valore primario indispensabile tanto da provocare una riforma (appunto) della Costituzione per superare la cronica debolezza degli esecutivi nell’attuazione del programma di governo, la lentezza e la farraginosità dei procedimenti legislativi”.

sabato 2 luglio 2016

PANICO DA REFERENDUM: TRA “PAURE” E OTTIMISMO (prima parte)

Confindustria si è schierata a favore del SI sul referendum costituzionale perché assicurerebbe: una maggiore stabilità e governabilità del Paese; una riduzione dei tempi decisionali; una semplificazione e una modernizzazione dei rapporti tra i diversi livelli di governo; un efficientamento della finanza pubblica. Il suo Centro Studi ha avvertito che: “Una vittoria dei no nel referendum sulle riforme costituzionali porterebbe l'Italia a una recessione che costerebbe 4 punti di Pil in meno nel triennio 2017-2019, 600 mila occupati in meno e 430 mila persone in condizione di povertà”. Inoltre, il costo per l'Italia della Brexit è nel biennio 2016-2017 di 0,6 punti di Pil, 81 mila unità di occupazione, 154 euro pro-capite e 113 mila poveri. Ancora, il presidente di Confindustria ha confermato l'importanza di portare avanti “con coraggio e determinazione” un percorso “deciso” di riforme costituzionali, istituzionali ed economiche, “perché le riforme sono la chiave per accendere il motore dell'economia.