Nel
corso di una lezione (aprile 2016) l’attuale Presidente del Senato Grasso ha
affermato che le leggi italiane sono: “Troppe e scritte male”; e dopo aver
ricordato che le leggi nascono dal rapporto politico fra governo e Parlamento e
tra maggioranza e opposizione, ha auspicato una maggiore semplificazione (“Nonostante diversi tentativi, passati e in corso, resta un dato
oggettivo, che l'Italia ha un numero di
leggi in vigore quindici o venti volte superiore agli altri grandi Paesi
europei, situazione che rende difficile al cittadino conoscere e comprendere le norme”) e una migliore qualità delle norme (anche attraverso
un accurato lavoro di istruttoria nelle commissioni). Grasso ha concluso ricordando che “Una
legge ben scritta non solo è più comprensibile, e quindi più efficace, ma è
applicabile in maniera più uniforme, riducendo gli spazi interpretativi per chi
deve attuarla”.