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martedì 27 giugno 2017

IL VALORE DEMOCRATICO DELL'ALTERNANZA

Gli esiti delle elezioni amministrative del giugno 2017 segnalano due elementi assai importanti: a) una forte astensione; b) un evidente ed  esteso cambio delle coalizioni di governo alla guida dei comuni interessati alle elezioni. Senza entrare nello specifico, vogliamo evidenziare alcune problematiche legate a questi due elementi.
L’astensionismo. Il numero di quanti non si sono recati alle urne è in crescita ovunque; l’astensionismo segnala un distacco e una generale sfiducia nei confronti del sistema politico-istituzionale.

lunedì 13 marzo 2017

IL POPULISMO DEL PDRenziano (parte terza)

Il ministro spezzino Andrea Orlando ha dichiarato in data 8/3/2017 che: “Non si può battere il populismo con il populismo: in passato, prima del referendum, c'è stato un cedimento ma se si usano argomenti simili ai populisti poi la gente vota l'originale (…) E' un veleno che è entrato nel Pd e rischia di essere un rischio mortale per il partito”.
Fa piacere constatare che esponenti autorevoli interni al partito si accorgano finalmente di una modificazione sostanziale (o “deviazione”) del modo di fare politica da parte del PD e, conseguentemente, del modo di governare il Paese.
Durante la campagna referendaria in un post avevo già evidenziato come la propaganda del SI fosse “imperniata su messaggi che “cavalcano” apertamente il già diffuso e dilagante “populismo” … Credo che la suindicata massiccia propaganda “populista” sia una delle cause della non credibilità della riforma Renzi/Boschi: la troppa insistenza su elementi di pura demagogia evidenziano i suoi vizi intrinseci di falsità. I troppi e così autorevoli “endorsement” interni e internazionali rivelano come questi siano più interessati al proprio vantaggio che non al vero benessere degli italiani. E tutto questo potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang” (vedere il post: QUI).

martedì 7 marzo 2017

NEMESI RENZIANA … (seconda parte)

Nella mitologia greca “nemesis” era la dea distributrice della giustizia per delitti rimasti senza soluzione o senza pena da scontare, distribuendo gioia o dolore a seconda di quanto era giusto (giustizia compensativa), perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte; la nemesi è, quindi, una sorta di “fatale punizione”. Per esempio, l’esito disastroso della campagna di Russia fu la nemesi storica di Napoleone che riequilibrò una situazione antecedente contrassegnata da continue vittorie, che lo fece uscire sconfitto svelando così tutti i suoi limiti umani e i suoi errori che non erano emersi in precedenza.