Il
primo caso in Italia di AIDS conclamato veniva registrato nel 1982, a cui
seguiva un veloce incremento negli anni successivi fino a arrivare a 5.307 casi nel 1989, di cui 313 in Liguria; di fronte a questo
forte sviluppo venivano avviati studi e analisi, poi poste a base di un
articolato programma di contrasto alla diffusione dell’AIDS (Programma n. 6 del Piano Sanitario Nazionale “Lotta all’AIDS” del 1990)
che ipotizzava la necessità di dover nel 1992 assistere circa 250.000 soggetti, di cui circa 15.000 casi di AIDS, i quali avrebbero
avuto bisogno di 80 giorni/anno di
durata media di degenza.
Questo
programma prevedeva, oltre all’assistenza ospedaliera anche quella in day hospital, negli ambulatori, nella
spedalizzazione domiciliare, nell’accoglimento in residenze assistenziali
extraospedaliere sanitariamente protette; conseguentemente veniva previsto un dimensionamento totale dei posti letto
necessari a livello nazionale da realizzare nel più breve tempo possibile: il
fabbisogno al 1992 era di 13.120 posti letto per day hospital e 12.500
per degenze ospedaliere (di cui 3.750
da ristrutturare e 8.750 da
costruire ex novo).
