In
questi giorni il Sindaco Ponzanelli e l’assessore Baroni hanno
entusiasticamente presentato alla stampa il bilancio preventivo 2020 del Comune
di Sarzana, sottolineando come: “Il dato
più significativo riguarda la costante
riduzione dell’indebitamento complessivo dell’ente, passato da 29.120.977 del 2018 a 27.150.310 del 2020. Di pari passo alla
razionalizzazione della spesa e alla
lotta agli sprechi, si evidenzia
inoltre la capacità di intercettare
finanziamenti regionali e statali che hanno ormai raggiunto la quota di
circa 18 milioni di euro in
altrettanti mesi di attività amministrativa”. Questa enfasi positiva è
stata giustificata dai due amministratori in considerazione della gravosa eredità ricevuta a seguito del
subentro nella gestione del Comune dopo le elezioni del 2018: “In un contesto di enorme difficoltà e con un’eredità
disastrosa da gestire, stiamo coniugando gli obiettivi di risanamento di bilancio a continui investimenti” (CDS del 21/2/2020).
Abbiamo l’obiettivo di rimettere al centro dell’impegno politico le competenze, lo studio attento delle questioni, l'analisi e il tentativo di comprensione, la valorizzazione del pensiero e delle esperienze, restituendo passione alla politica. Cerchiamo di fare luce sulle decisioni e sulle pratiche di governo locale (Comuni e Regione), ma anche sui centri del potere presenti nel territorio.
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sabato 7 marzo 2020
sabato 10 novembre 2018
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO: investimenti e costo dell’acqua (seconda parte)

Con l’entrata in vigore dal 1/1/2016 del nuovo Metodo Tariffario Idrico (MTI-2) 2016/2019 (delibera 664/2015/R/idr), il quadro di regole approvato dall'Autorità Nazionale ARERA mira ad incentivare i necessari investimenti nel settore idrico con il fine di migliorare la qualità dei servizi e risolvere alcune gravi criticità; ne elenchiamo alcune:
· l’Italia è da
anni soggetta a procedure di infrazione
per il mancato rispetto delle direttive comunitarie in materia di acque
(Direttiva 2000/60/CE): Bruxelles chiede 62,7
€/milioni come somma forfettaria e una penalità di circa 347 €/mila al giorno dal pronunciamento
della sentenza fino alla messa in regola;
· c’è, poi, il
grave deficit infrastrutturale in
cui versa larga parte dal Paese: le acque di scarico del 22% della popolazione
italiana non sono depurate, più del
30% dell’acqua immessa negli acquedotti si
perde nelle reti di adduzione e distribuzione (percentuale in costante aumento
da anni), una quota ancora rilevante di utenti lamenta interruzioni nel
servizio;
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