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sabato 5 settembre 2020

REGIONALI 2020: l’ARTE della cartolarizzazione … (seconda parte)

Per far fronte parzialmente al deficit della sanità ligure del 2011 (ammontante a 144,2 €/milioni) era stata impostata dalla Giunta Burlando una vendita diretta ad ARTE Genova (Aziende Regionali Territoriali per l'Edilizia) di alcuni beni (non strumentali) di proprietà delle ASL e della stessa Regione per un importo complessivo di € 76.183.558,72 (transazione datata 30/12/2011); poiché non disponeva della liquidità necessaria, ARTE era stata costretta a fare ricorso ad una linea di credito con Banca CARIGE per 79,0 €/milioni, affidamento successivamente aumentato fino all’importo di 111,0 €/milioni, anche al fine di riconoscere alla Regione ulteriori € 27.194.663,12 quale corrispettivo del maggior valore attribuito agli immobili in precedenza acquisiti.
A seguito di queste operazioni, l’indebitamento di ARTE Genova era salito dai 21,7 €/milioni del 2009 ai 102,9 €/milioni del 2011 e poi ai 134,3 €/milioni del 2014; questo indebitamento comportava crescenti oneri finanziari, con la conseguenza di ridurre la liquidità dell’Ente, limitandone la sua capacità di far fronte ai propri scopi istituzionali (cioè curare la gestione degli immobili di edilizia popolare).

venerdì 30 settembre 2016

CARTOLARIZZAZIONE IMMOBILI REGIONALI: IL CASO ARTE GENOVA (terza parte)

Gli Istituti Autonomi per le Case Popolari (Iacp), in attuazione di quanto previsto dalla legge regionale n. 9 del 1998, si sono trasformati in Aziende Regionali Territoriali per l'Edilizia (ARTE), una per le quattro province liguri; le quattro ARTE possiedono gran parte del patrimonio di edilizia sociale della regione.
Statutariamente le finalità delle ARTE: “è quella di provvedere al miglioramento delle condizioni abitative della popolazione ed al soddisfacimento della domanda abitativa espressa dalla stessa con particolare riferimento alla domanda proveniente dalle fasce sociali a minor reddito”.

venerdì 23 settembre 2016

LA SECONDA CARTOLARIZZAZIONE DEI BENI DELLE ASL LIGURI (seconda parte)

Dopo aver analizzato la “prima cartolarizzazione beni Asl” (iniziata negli anni 2006-2008), cioè la dismissione del patrimonio non più strumentale ai fini sanitari delle Asl, finalizzata alla copertura del debito sanitario del 2005 (di € 252,7 milioni), passiamo ad esaminare la “seconda cartolarizzazione beni Asl”, riguardante la vendita di altri beni pubblici destinata sempre al ripianamento del “buco” nella spesa sanitaria ligure del 2011 ammontante a € 144,2 milioni (per la prima cartolarizzazione vedere questo post:http://appunticorsari.blogspot.it/2016/09/la-prima-cartolarizzazione-dei-beni.html#more).
La legge finanziaria 2011 della Regione Liguria (LR n. 22 del 24/12/2010) all’art. 22 e 23 stabiliva la costituzione di un fondo alimentato dai proventi delle vendite immobiliari dei beni di proprietà degli enti del settore regionale allargato non direttamente impiegati per lo svolgimento di attività istituzionali ovvero per i quali fosse prevista la destinazione ad altro utilizzo. Tali risorse, se provenienti dalla vendita di beni delle aziende sanitarie, dovevano essere destinate sia al ripiano di disavanzi che a programmi di investimento delle Asl; mentre, se proveniente da altri enti, al finanziamento dei loro programmi di intervento. Tali beni dovevano essere ceduti ad ARTE Genova (ex IACP, Azienda Regionale Territoriale per l'Edilizia) il quale corrispondeva alla Regione un prezzo pari al valore dei beni nello stato di fatto in cui si trovavano.