Nella
conferenza stampa del Capo del Governo G. Conte del 3/6/2020 veniva annunciata
la convocazione degli “Stati Generali
dell’economia”, cioè una chiamata governativa alle “migliori
forze del Paese” per mettere a punto una serie di iniziative,
coordinate in un “progetto di rinascita”
del Paese finalizzato al rilancio economico e alla ripresa dei settori più
colpiti dal blocco pandemico, in
attesa di poter richiedere e utilizzare i finanziamenti europei che necessitano
di piani rigorosi come condizione per la loro erogazione: “Dobbiamo sapere che la somma che metterà a disposizione l’Europa
all’Italia è una risorsa per l’interno
Paese, non una somma a cui il governo di turno può attingere liberamente. Non
è un tesoretto in mano al governo di turno” (Conferenza Conte del 3/6/2020).
Abbiamo l’obiettivo di rimettere al centro dell’impegno politico le competenze, lo studio attento delle questioni, l'analisi e il tentativo di comprensione, la valorizzazione del pensiero e delle esperienze, restituendo passione alla politica. Cerchiamo di fare luce sulle decisioni e sulle pratiche di governo locale (Comuni e Regione), ma anche sui centri del potere presenti nel territorio.
Visualizzazione post con etichetta recessione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recessione. Mostra tutti i post
sabato 13 giugno 2020
sabato 23 maggio 2020
UN VIRUS SUBDOLO … E LETALE (prima parte)
Il
Governo italiano, in data 31/1/2020, emanava il decreto dello “stato
di emergenza”, per la durata di sei mesi; nella conseguente conferenza
stampa, il Presidente Conte confermava i primi due casi di contagio riscontrati
in Italia (due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani) e rassicurava “sul fatto che la situazione è sotto controllo e che le misure assunte
sono di carattere precauzionale e collocano l’Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale” (Comunicato del
31/1/2020).
Il
primo caso italiano di Covid-19 veniva
segnalato in Lombardia il 20/2/2020; nei giorni successivi si erano già evidenziati
i primi focolai in Lombardia e Veneto; conseguentemente venivano approvati vari
provvedimenti di “distanziamento/isolamento sociale” e blocco delle attività
non necessarie estese progressivamente a tutta l’Italia (lockdown).
Fin
dall’inizio, l’epidemia è stata caratterizzata da una trasmissione prevalentemente locale, ma nonostante le varie misure
di contenimento assunte, il numero di casi Covid-19 è
aumentato molto rapidamente: alla data del 19/5/2020 in Italia ci sono
stati 226.699 contagiati dall’inizio
della pandemia, di cui: 65.129 persone
attualmente positive, 32.169
deceduti e 129.401 guariti.
Etichette:
Coronavirus,
crisi demografica,
crisi economica e finanziaria,
eccesso di mortalità,
mortalità della popolazione,
pandemia,
recessione,
spesa pubblica,
spesa sanitaria
sabato 16 maggio 2020
CORONAVIRUS E OCCUPAZIONE/DISOCCUPAZIONE (settima parte)
La
pandemia-covid 19 oramai non è più
solo una emergenza sanitaria, ma un serio problema economico che si sta
manifestando come recessione; in Italia questa nuova crisi si è inserita
in una lunga fase di debole crescita
economica, che perdura dal 2008 e
che proprio alla fine del 2019 aveva già registrato un nuovo peggioramento frutto
di una conclamata frenata dell’economia più o meno diffusa in tutta Europa.
In
questo contesto, il mercato del lavoro italiano aveva mostrato nel 2018-19 una dinamica
lievemente positiva, raggiungendo nel secondo trimestre 2019 i 23,4 milioni di occupati (+255 mila unità rispetto al 2018), con
un tasso di occupazione al 59,2% e
un tasso di disoccupazione al 9,8%, per
poi iniziare un progressivo calo che ha accentuato le differenze con gli altri
Paesi Europei: “Gli elevati divari con
l’Ue sono aumentati anche nella recente fase di ripresa: il gap nel tasso di
occupazione è aumentato da 8,9 punti
nel primo trimestre 2014 fino a 10,2
punti nel terzo 2019 e quello del tasso di disoccupazione da 2,1 punti a 3,5 punti nel medesimo confronto temporale, con differenze più accentuate per le donne e
per i giovani” (Istat, Il mercato del lavoro 2019, pag. 9).
sabato 9 maggio 2020
CORONAVIRUS E LA CASSA INTEGRAZIONE (sesta parte)
Gli
effetti del blocco delle attività economiche e sociali derivate dalla necessità
di contenere il contagio della pandemia-covid19
si stanno oramai manifestando come recessione
economica generale; uno degli indicatori che immediatamente evidenziano la
presenza di una crisi economica riguarda l’andamento del ricorso alla Cassa Integrazione
Guadagni (CIG - vedere scheda n. 1).
In
proposto, l’ex ministro C. Damiano ha evidenziato come l’Italia oggi rischi di
ritornare agli alti livelli di CIG del 2008-12 per l’impatto negativo dell’emergenza
sanitaria sulla crescita e sul calo
del PIL: “Come conseguenza avremo una impennata dell’utilizzo della CIG,
anche a seguito delle misure adottate dal Governo che rimettono in pista
l’utilizzo della Cassa integrazione in deroga per le aziende anche con un
dipendente”; Damiano sottolinea, però, come già nel 2019 si fossero
manifestati i primi sintomi di crisi: “Dal 2019 il ciclo moderato di ripresa si inverte e tutti questi indicatori
diventano negativi. Per l’anno in corso (2020) avremo sicuramente un netto peggioramento della situazione”
(dichiarazione
del 21/3/2020).
sabato 2 maggio 2020
CORONAVIRUS E I RISCHI PER LE PENSIONI (quinta parte)
L’emergenza
dovuta alla pandemia Covid-19, oltre
ai già gravi problemi sanitari, sta determinando una recessione economica a livello sia
europeo che italiano; in Italia questa crisi economica si preannuncia con aspetti
più gravi, poiché è destinata ad accentuare le già preesistenti criticità:
- dopo un lungo periodo di bassa crescita è previsto una netta
riduzione del PIL: “in considerazione
della caduta della produzione e dei consumi già registrata e delle difficili
prospettive di breve termine, il DEF stima che l’economia registrerà una
complessiva caduta del PIL reale nel
2020 di 8 punti percentuali”;
-
un aumento della spesa pubblica a fronte di minori entrate che comporterà un
ulteriore dilatazione del debito pubblico;
- in conseguenza della riduzione del PIL e dell’aumento del debito pubblico: “il rapporto debito/PIL è stimato in aumento di 17 punti percentuali, fino al 151,8%” (DEF 27/4/2020), un livello generalmente ritenuto “eccessivo”.
- in conseguenza della riduzione del PIL e dell’aumento del debito pubblico: “il rapporto debito/PIL è stimato in aumento di 17 punti percentuali, fino al 151,8%” (DEF 27/4/2020), un livello generalmente ritenuto “eccessivo”.
sabato 25 aprile 2020
CORONAVIRUS E GLI AIUTI ALLE IMPRESE (parte quarta)
L’emergenza
sanitaria per la pandemia-covid19
sta provocando una profonda recessione
e per contrastarla il Governo italiano ha assunto alcuni provvedimenti (in
particolare mediante il DL. 17/3/2020 n. 18, “Decreto Cura Italia” e il DL. 8/4/2020
n. 23, “Decreto Liquidità”), contenenti delle misure di sostegno relative alla
liquidità e all’accesso al credito per le imprese che hanno subito in via
temporanea una carenza di liquidità.
La
presentazione di questi due provvedimenti è stata alquanto enfatica; a marzo questo era l’annuncio: “E’ una manovra
economica poderosa: si attivano 350
miliardi. Non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un’alluvione con
gli stracci (...) Siamo stati i primi a mettere in campo 25 miliardi di denaro fresco a beneficio del sistema economico
italiano, delle imprese, delle famiglie. E
attiviamo flussi per complessivi 350 miliardi” (Blitz
del 16/3/2020); ad aprile quasi si raddoppia: “Un "bazooka" da 750 miliardi in totale per le imprese: 200 miliardi di garanzie sui prestiti e
200 miliardi per l’export si sommano
ai 350 già previsti, con l’arrivo di
una copertura fino al 100% per prestiti fino a 800mila euro. Il rinvio delle
scadenze fiscali per le aziende danneggiate dalla crisi (…) Il governo ha
varato "un intervento senza
precedenti" con una "imponente
mobilitazione di risorse pubbliche"” (dichiarazione Conte, Ansa del 7/4/2020).
Etichette:
aiuti alle imprese,
Coronavirus,
debito pubblico,
deficit bilancio statale,
Fondo Centrale di Garanzia,
garanzie statali,
pandemia,
PIL,
recessione,
Sace Spa
sabato 18 aprile 2020
CORONAVIRUS - il MES e ... (terza parte)
Nell’Eurogruppo
del 9/4/2020 è stato raggiunto un “compromesso” sugli interventi per
fronteggiare le pesanti conseguenze economiche della pandemia-covid19; l’accordo è articolato in 23 punti, i principali
punti sono i seguenti:
1)
la
flessibilità di bilancio (punto 8 e
11 – “Flexibility in EU rules”) accompagnata
dalla sospensione generalizzata dei
vincoli posti dal Fiscal Compact
(punto 11 – “Financial
Stability”),
cioè può essere aumentato il deficit pubblico di ogni Stato;
2)
l’utilizzo dei
residui del Fondo
di coesione comunitaria (punto 9 - “Coronavirus
Response Investment Initiative”) di 37
€/miliardi, con riduzione dei vincoli nel loro uso (eliminazione dell’obbligo
del cofinanziamento con ulteriori risorse nazionali, lasciando agli Stati la
possibilità di spendere più facilmente queste risorse);
sabato 11 aprile 2020
CORONAVIRUS E CRISI ECONOMICA (seconda parte)
La
pandemia Covid-19 è stata paragonata
ad una “guerra” (ricoverati e morti, dispositivi personali di
protezione, lunghe file ai negozi, l’isolamento e il “rimante a casa”, la crescente preoccupazione per l’immediato
futuro, ecc.), ma fortunatamente si tratta di un eccesso di drammatizzazione, poiché
le differenze sono evidenti: mancano le diffuse distruzioni, è assente “il mercato nero” di prodotti alimentari
e di farmaci anzi il loro consumo non si è fermato, gli impianti “strategici”
(luce, acqua, gas, ecc.) producono ed erogano, le infrastrutture funzionano.
Le
conseguenze economiche di questa pandemia
possono, però, essere confrontate con quelle di una “crisi post-bellica” soprattutto
per la identica necessità di un massiccio
intervento pubblico in grado avviare una graduale ripresa economica.
Etichette:
BCE,
Coronavirus,
crisi economica e finanziaria,
debito pubblico,
deficit bilancio statale,
Meccanismo Europeo di Stabilità MES,
pandemia,
PIL,
recessione,
spesa pubblica,
Unione Europea
Iscriviti a:
Post (Atom)







