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sabato 7 settembre 2019

ASL5 SPEZZINO: UNA “FUGA” PROBLEMATICA … (seconda parte)

Ogni cittadino ha il diritto di potersi rivolgere a qualsiasi struttura sanitaria presente sul territorio italiano per cercare una risposta ai propri bisogni di salute; questa possibilità origina un fenomeno molto importante che viene indicato come “mobilità sanitaria”.
Per “mobilità sanitaria” si intende lo spostamento di un cittadino residente in una ASL/Regione per usufruire di una prestazione sanitaria in una struttura ubicata in un’altra ASL/Regione; questo spostamento sviluppa dei flussi finanziari tra le varie ASL/Regioni, in quanto ogni struttura sanitaria (pubblica o privata convenzionata) che eroga la prestazione deve essere rimborsata dall’ASL/Regione di appartenenza (cioè dove il cittadino risiede).
Questi flussi finanziari vengono “compensati” tra le Regioni, in quanto vi sono flussi finanziari attivi o passivi, poiché esiste una “mobilità sanitaria attiva” (cioè la “capacità di attrazione” di una ASL/Regione che eroga un servizio) e una “mobilità sanitaria passiva” (detta anche “fuga”, in quanto un residente usufruisce delle prestazioni in altra ASL/Regione, rinunciando a servirsi della propria); questa “compensazione” (o “saldo” in quanto è frutto della differenza tra l’ammontare economico di tutte le prestazioni di “mobilità sanitaria attiva” con la somma di quelle “passive”) costituisce un ottimo indicatore per valutare la qualità del servizio erogato da una ASL/Regione rispetto alle altre (anche se bisogna tener conto delle prestazioni erogate a cittadini che dimorano nel territorio dove ricevono il servizio, ma che risultano residenti altrove, la cd. “mobilità apparente”).