Nel
corso di una lezione (aprile 2016) l’attuale Presidente del Senato Grasso ha
affermato che le leggi italiane sono: “Troppe e scritte male”; e dopo aver
ricordato che le leggi nascono dal rapporto politico fra governo e Parlamento e
tra maggioranza e opposizione, ha auspicato una maggiore semplificazione (“Nonostante diversi tentativi, passati e in corso, resta un dato
oggettivo, che l'Italia ha un numero di
leggi in vigore quindici o venti volte superiore agli altri grandi Paesi
europei, situazione che rende difficile al cittadino conoscere e comprendere le norme”) e una migliore qualità delle norme (anche attraverso
un accurato lavoro di istruttoria nelle commissioni). Grasso ha concluso ricordando che “Una
legge ben scritta non solo è più comprensibile, e quindi più efficace, ma è
applicabile in maniera più uniforme, riducendo gli spazi interpretativi per chi
deve attuarla”.
Abbiamo l’obiettivo di rimettere al centro dell’impegno politico le competenze, lo studio attento delle questioni, l'analisi e il tentativo di comprensione, la valorizzazione del pensiero e delle esperienze, restituendo passione alla politica. Cerchiamo di fare luce sulle decisioni e sulle pratiche di governo locale (Comuni e Regione), ma anche sui centri del potere presenti nel territorio.
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domenica 9 ottobre 2016
LE OSCURE COMPLESSITÀ DELLA (CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE (seconda parte)
giovedì 18 agosto 2016
(CONTRO)RIFORMA RENZI/BOSCHI: ALLA DISPERATA RICERCA DI PADRI NOBILI … e le tecniche di propaganda.
La
propaganda per il SI al referendum di novembre 2016 sta sempre di più facendo
uso di frasi pronunciate da personaggi del passato politico italiano nel tentativo di operare un collegamento con la
storia, in particolare con quella della sinistra, specie comunista.
Si tratta di una vera e propria corsa
al “santino”:
una frase, una foto e l’immancabile richiamo al SI referendario.
Occorre
evidenziare che spesso siamo in presenza di un utilizzo indebito dell’altrui pensiero, modificato e piegato a
logiche diverse dal contesto storico, dal loro senso e dalla storia del
personaggio evocato.
mercoledì 29 giugno 2016
(CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE: DECISIONISMO SUPERFICIALE E CONFUSO (parte nona)
Tra
le definizioni date da Renzi sulla sua riforma costituzionale scegliamo questa:
“Ci accingiamo ad andare verso una forma
di democrazia decidente”.
Con questa frase Renzi non descrive l’essenza della sua riforma, poiché
semplicemente riprende una espressione di Calamandrei, ma la stravolge utilizzandola
in senso propagandistico e demagogico per sottolineare alcuni
aspetti, come il decisionismo che si
contrappone alla lentezza del parlamentarismo degli “inciuci”; il nuovo e il giovane contro il vecchio; il veloce
contro il lento; il cambiamento
contro la conservazione ... Ma se anche la si considerasse nel merito, questa
frase risulta non vera se riferita alla
riforma Renzi-Boschi e per dimostrarlo ci limitiamo qui a tre aspetti.
mercoledì 8 giugno 2016
(CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE: UNA CORTE SOPRA LE PARTI O DI PARTE? (sesta parte)
Le
nuove norme costituzionali che saranno oggetto del prossimo referendum
apportano alcune modifiche anche al titolo VI intitolato “Garanzie costituzionali”, nella parte che tratta della Corte
Costituzionale (art. 134-137). Il ruolo svolto dalla Corte è cruciale per
l’ordinamento giuridico, poiché con le sue pronunce vengono eliminati dubbi
interpretativi su disposizioni di legge o sull’effettiva competenza dei diversi
organi dello Stato, “supplendo” spesso al legislatore e/o al Governo, come
avvenuto a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione del 2001.
Sulla
Corte costituzionale le modifiche introdotte dalla riforma riguardano in
particolare: a) un comma aggiunto all’art. 134 attinente alla verifica di “legittimità costituzionale delle leggi che
disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica”; b) le elezioni dei suoi membri, prevedendo all’art. 135 che la
sua composizione di quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal
Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed
amministrative, “tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica”.
venerdì 3 giugno 2016
(CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE: UN PRESIDENTE ARBITRO O UNO DEI GIOCATORI? (quinta parte)
La
nuova riforma della Costituzione oggetto del prossimo referendum per quanto
riguarda la figura del Presidente della
Repubblica (contenuta negli art. 83-96 della Costituzione), mantiene la
sua natura di “capo dello Stato e rappresenta
l’unità nazionale” e i suoi
compiti, modifica sostanzialmente solo
l’art. 83 nelle modalità della sua elezione:
a)
partecipano al
voto solo 630 deputati e i 100 senatori; scompaiono quindi i 59 delegati
regionali e 215 senatori (274 elettori in meno); rimangono inoltre i senatori di
diritto e a vita attuali.
lunedì 30 maggio 2016
(CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE: RAFFORZAMENTO DELL’ESECUTIVO E PREMIERATO FORTE (quarta parte)
La
riforma costituzionale che verrà sottoposta a Referendum non è esplicitamente
preordinata a modificare la forma di governo parlamentare vigente, ma si
prefigge obiettivi di sostanziale rafforzamento
del potere esecutivo e della stabilità di governo, grazie soprattutto a due
elementi: a) la fiducia monocamerale e b) una corsia preferenziale.
Esaminiamole con attenzione.
a)
La titolarità
del rapporto fiduciario col Governo è attribuita alla sola Camera (fiducia
monocamerale, cioè con la piena esclusione del Senato), con deputati eletti da una legge elettorale maggioritaria (Italicum)
che assicura una maggioranza del 55%.
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