domenica 19 febbraio 2017

ACAM/IREN … PERDERE TEMPO NELLA FRETTA DI DECIDERE (parte terza)

La delibera con cui nei prossimi giorni i vari organi consiliari dei Comuni soci di Acam decideranno sull’incorporazione delle sue società, stabilisce alcune caratteristiche che deve avere il soggetto “industriale” più grande che potrà incorporarle.
Queste caratteristiche riguardano, da una parte, la sua composizione sociale (“La maggioranza degli enti pubblici soci nel capitale sociale”), dall’altra, alcuni requisiti dimensionali (“Gestire i Servizi del ciclo integrato dei rifiuti e idrico integrato in almeno un ambito con 200 mila abitanti; Avere ricavi per cessioni e prestazioni di servizio rispettivamente per il servizio idrico integrato e ciclo integrato dei rifiuti pari almeno a 1,5 volte il valore medio negli ultimi tre bilanci di esercizio approvati rispettivamente da ACAM Acque ed ACAM Ambiente; Avere un Patrimonio netto di Gruppo almeno pari a 2 volte quello del Gruppo ACAM al 31/12/2015 come da bilancio approvato; Avere un rapporto tra Posizione Finanziaria Netta e Margine Operativo Lordo inferiore a 4,7 volte (dato Gruppo ACAM al 31/12/2015)”).

mercoledì 15 febbraio 2017

FAR INCORPORARE ACAM PER “ENTRARE NELLA STANZA DEI BOTTONI” (parte seconda)

Dopo aver esaminato la documentazione e l’impostazione della delibera, con cui nei prossimi giorni i vari organi consiliari dei Comuni soci di Acam decideranno sulla “prospettiva di aggregazione” (cioè della “fusione per incorporazione” delle società del Gruppo con un soggetto “industriale” più grande), occorre ora entrare nel merito della proposta stessa e iniziare a ragionare sul significato e sulle conseguenze di questa “incorporazione”, poiché non si tratta solo di mettere la parola “fine” alla storia di Acam, ma di comprendere se e come il nuovo soggetto incorporante sarà in grado di svolgere (possibilmente in meglio) le attuali funzioni svolte da Acam.
Incorporazione e non cessione. La delibera in oggetto è impostata sulla base di un presupposto (assunto a prescindere) inerente la volontà di non procedere con ulteriori dismissioni di assets e/o di quote societarie: “Rimane quindi ferma l’intenzione di non procedere a semplici cessioni e dismissioni di partecipazioni, bensì di garantire l’evoluzione del Gruppo ACAM in un soggetto di dimensioni e caratteristiche sia economiche che industriali superiori ed in grado di supportare la realizzazione di quanto previsto nel “Piano ottimizzato”.

domenica 12 febbraio 2017

CON LA FUSIONE PER INCORPORAZIONE FINIRÀ ACAM … (prima parte)

Prossimamente i vari Consigli Comunali dei Comuni soci di Acam saranno chiamati a deliberare in merito a una “prospettiva di aggregazione”, cioè alla fusione per incorporazione delle società del Gruppo con un soggetto “industriale” più grande; in poche parole si deve decidere di mettere la parola “fine” alla storia di Acam attraverso la sua liquefazione in altra Azienda.  
Si tratta di un “passaggio” importantissimo, poiché nel bene o nel male Acam ha seguito l’evolversi economico dell’intera Provincia e ne ha segnato la sua evoluzione; il Gruppo Acam si è formalmente costituito nei primi anni 2000 attraverso la trasformazione prima in società per azioni e poi in holding, ma la sua storia è più remota, potendosi rintracciare i suoi antefatti all’inizio del novecento.

sabato 28 gennaio 2017

LA NEBBIA SALE SUI COLLI DI LUNI …

Con delibera votata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Ortonovo n. 4 del 18/2/2015 è stato dato il via alla procedura per il mutamento della denominazione comunale da Ortonovo a “Luni”, all’origine del referendum del 5/2/2017. Questo provvedimento è motivato in una relazione allegata di tre pagine, riassumibili in queste tre frasi: “L'esigenza di mutare il nome del Comune da Ortonovo a Luni affonda quindi, le proprie motivazioni, in ambito storico-culturale-turistico. Il brand Luni risulta particolarmente efficace a valorizzare il territorio comunale, anche dal punto di vista dell'attrattiva che, la splendida civitas nostra Lunensis, esercita sia sul turismo sia su eventuali investitori, costituendo un importante volano economico—finanziario per il Comune e quindi per la cittadinanza ortonovese (…) Nella realtà attuale il Comune si trova a dover sostenere il proprio ruolo all'interno di un complesso network di relazioni, confrontandosi con pubblici differenti: utenti, istituzioni, autorità locali, media, business community ecc...In un contesto così variegato e strutturato, è necessaria l’affermazione di un’identità forte, in grado di trasmettere chiaramente i propri valori”.

venerdì 9 dicembre 2016

“HYBRIS” E IL RENZISMO … (prima parte)

“Hybris” è un termine greco traducibile come “tracotanza” (“eccesso, superbia, orgoglio”); è la presunzione della propria potenza e fortuna, una ostinata sopravvalutazione delle proprie forze; è un accecamento mentale che impedisce all'uomo di riconoscere i propri limiti e di commisurare le proprie forze e che conduce ad uno strappo nel tessuto armonico della realtà; in contrapposizione vi è “Dike” (la Dea della Giustizia) che “castiga la tracotanza umana” (“nemesis” cioè la punizione giustamente inflitta, come avviene per esempio nel mito di Icaro).
Credo che questo termine greco ben rappresenti il fenomeno del renzismo (e non solo …) punito dall’esito del referendum costituzionale del 4/12/16 che ne attesta la sua crisi attuale, ma non la sua fine. Vediamone alcune aspetti.

venerdì 2 dicembre 2016

NO … è meglio!

Elettore,   il prossimo 4 dicembre è utile votare perché è un referendum (senza quorum) sulla nostra Costituzione; nel pieno rispetto di ciascuna posizione relativa alla riforma Renzi/Boschi che deve essere confermata o respinta dall’esito referendario, vota come vuoi, ma vota consapevole dell’importanza di tutelare “i nostri diritti”.
Mi permetto di condividere con Te alcune brevi riflessioni in proposito.

lunedì 21 novembre 2016

«UNA CLIENTELA ORGANIZZATA, SCIENTIFICA, RAZIONALE COME CRISTO COMANDA. AH, CHE COSA BELLA!» (V. De Luca)

L’audio pubblicato dal giornale “Il fatto quotidiano” del discorso tenuto da Vincenzo De Luca (governatore della Campania) martedì 15/11/2016 in un albergo di Napoli davanti a 2-300 amministratori campani sulla propaganda per fare vincere il SI al referendum è di fondamentale importanza perché è un’apologia esemplare del clientelismo, assai utile non solo per comprendere le “ragioni sottostanti” a certe modifiche costituzionali, ma soprattutto per far comprendere come funziona questo sistema di potere.
De Luca parla chiaro (“Qui non ci sono giornalisti e possiamo finalmente parlare tra di noi”) e  invita i sindaci in sala a preoccuparsi nei prossimi giorni solo ed esclusivamente del referendum (“Dobbiamo mobilitarci, andare tutti porta a porta, per venti giorni non dovete pensare ad altro e contrastare tutti gli argomenti del No, queste puttanate che dicono sul Senato”), perché bisogna che vinca il SI (“Il 4 dicembre ci giochiamo l’Italia, se le cose vanno male l’esito sarà imprevedibile. A me interessa che manteniamo la Campania unita sugli interessi fondamentali”).

martedì 15 novembre 2016

SARZANA E AMEGLIA: IL NODO PARTECIPATE ARRIVA AL PETTINE … E SON DOLORI.

Sarzana è un comune di 21.950 abitanti e una densità per Kmq di 642,4 residenti; Ameglia è un comune di 4.416 abitanti e una densità per Kmq di 315,4 residenti; entrambe sono situate nella bassa valle del Magra e attualmente sono governate da due amministrazioni diverse: il PD guida da sempre Sarzana, mentre ad Ameglia l’attuale maggioranza De Ranieri/Giampedrone da pochi anni è alla guida del Comune, dopo essere subentrato alle precedenti amministrazioni a guida PD.
I due Comuni sono diversi sotto molti profili, ma in questo momento sono accomunati da un problema economico-finanziario di notevole importanza: provare a sistemare l’esposizione deficitaria della loro partecipata “in house.

martedì 8 novembre 2016

LO STRARIPANTE “POPULISMO” DEL GOVERNO RENZI (terza parte)

La campagna referendaria del SI è imperniata su messaggi che “cavalcano” apertamente il già diffuso e dilagante “populismo”, alcuni espliciti esempi: “Vuoi meno costi della politica e meno poltrone?”; “Vuoi leggi più semplici e un parlamento più efficiente?”; “Una riforma contro caste e privilegi, per liberare e far crescere l’Italia”; “Costi della politica: la riforma è l’unico strumento per ridurli davvero”; ecc..
Altri messaggi alludono alle doti “salvifiche e taumaturgiche” della riforma Renzi/Boschi”, alcuni chiari esempi: “Riforma del Titolo V: diritto alla salute uguale per tutti”; “Perché la riforma costituzionale aiuterà il turismo Italiano”; “Come la riforma del Titolo V alleggerisce le bollette”; “Trasparenza e risparmi: con la riforma, basta sperperi nei gruppi regionali”; “Per avere leggi in tempi più rapidi”; “Vuoi cambiare il nostro paese?”; ecc..

sabato 22 ottobre 2016

(CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE: IL PREMIERATO STRISCIANTE (parte decima)

Renzi afferma che la sua riforma costituzionale “non tocca il potere del presidente del Consiglio”, cioè non li aumenta, dato che “nessun articolo riguarda i suoi poteri”.
Se è tecnicamente vero che nella riforma Renzi/Boschi non ci sono interventi espliciti sui poteri del Presidente del Consiglio (l’art. 95 della Costituzione resta invariato), in sostanza, però, ci sono alcune previsioni che portano direttamente e/o indirettamente ad un maggiore accentramento di poteri sul Governo e sul suo Presidente. Ragioniamo intorno a queste previsioni.

venerdì 14 ottobre 2016

UN QUESITO REFERENDARIO NON NEUTRALE MA SIMILE AD UNO SPOT. (seconda parte)

La legge sul Referendum (art. 16 legge n. 352/1970) prescrive che un quesito riporti i riferimenti sintetici sia agli articoli modificati che al loro contenuto, informazioni normalmente contenuti nell’intestazione della legge; su questa base in data 6/5/2016 e 8/8/2016 la Cassazione ha ammesso il quesito nella sua attuale formulazione. Quindi, da un punto di vista formale sembrerebbe tutto nella regolarità, ma sotto il profilo sostanziale il quesito referendario assomiglia troppo ad uno “spot” pubblicitario assai accattivante e, quindi, non è neutrale come dovrebbe.
Occorre ricordare che quando nell’aprile 2014 il Governo ha presentato (a firma Renzi/Boschi) il disegno di legge costituzionale n. 1.429 l’intestazione era esattamente quella che è poi rimasta fino al termine dell’iter di approvazione e che poi è finita nel quesito.

giovedì 13 ottobre 2016

SE RENZI “CAVALCA” L’ANTIPOLITICA … (prima parte)

La campagna referendaria a favore del SI ci sta regalando slogan tipici della cosiddetta antipolitica”, termine normalmente usato in senso negativo-dispregiativo (e spesso accostato al termine “populismo”): a) per indicare l’uso di argomenti o espressioni che «parlano alla pancia del popolo»; b) a quel sentimento assai diffuso di astio verso l’intero ceto politico; c) è l’ideologia del «siete tutti ladri/disonesti/privilegiati/ecc.» o «andate a lavorare/costate troppo/non fate nulla/ecc.»; d) è un sentimento generalizzato di disprezzo che accomuna i politici «siete tutti uguali/avete gli stessi vizi/ecc.».
La campagna di propaganda del SI utilizza molte espressioni tipiche di questa “antipolitica”; alcuni esempi: «per cancellare poltrone e stipendi …»; «Per togliere poteri alle regioni inefficienti …»; «mai più ping pong infinito delle leggi …»; ecc.. 

domenica 9 ottobre 2016

LE OSCURE COMPLESSITÀ DELLA (CONTRO)RIFORMA COSTITUZIONALE (seconda parte)

Nel corso di una lezione (aprile 2016) l’attuale Presidente del Senato Grasso ha affermato che le leggi italiane sono: Troppe e scritte male”; e dopo aver ricordato che le leggi nascono dal rapporto politico fra governo e Parlamento e tra maggioranza e opposizione, ha auspicato una maggiore semplificazione (“Nonostante diversi tentativi, passati e in corso, resta un dato oggettivo, che l'Italia ha un numero di leggi in vigore quindici o venti volte superiore agli altri grandi Paesi europei, situazione che rende difficile al cittadino conoscere e comprendere le norme”) e una migliore qualità delle norme (anche attraverso un accurato lavoro di istruttoria nelle commissioni). Grasso ha concluso ricordando che Una legge ben scritta non solo è più comprensibile, e quindi più efficace, ma è applicabile in maniera più uniforme, riducendo gli spazi interpretativi per chi deve attuarla”.

giovedì 6 ottobre 2016

UNA RIFORMA SCRITTA MALE, CONFUSA E CONTRADDITTORIA (prima parte)

George Orwell nel 1948 diceva che: “La nostra civiltà è in una fase decadente. E il nostro linguaggio non può che condividere questo crollo”. Un esempio di decadenza linguistica è ben rappresentato dal confronto fra il testo della costituzione del 1948 e quello della riforma Renzi/Boschi del 2016 oggetto del prossimo referendum del 4/12/2016.
In generale, occorre ricordare l’importanza di scrivere bene il testo di una legge, ovvero la sua chiarezza nelle espressioni utilizzate, evitando per esempio i richiami normativi generici e/o il continuo ricorso a eccezioni che rendono difficile la sua comprensione. Lo scrittore Carofiglio sostiene che “Le leggi sono scritte malissimo. Volutamente. Per ragioni culturali e procedurali. Il ceto dei giuristi parla in maniera deliberatamente incomprensibile, per poter utilizzare il potere dell’oscurità. Se le leggi e gli atti giuridici sono incomprensibili c’è necessità di un mediatore, di un interprete, di un titolare di questa funzione sacerdotale che è appunto il giurista. È un fatto di potere, oltre che di pigrizia e narcisismo”.

venerdì 30 settembre 2016

CARTOLARIZZAZIONE IMMOBILI REGIONALI: IL CASO ARTE GENOVA (terza parte)

Gli Istituti Autonomi per le Case Popolari (Iacp), in attuazione di quanto previsto dalla legge regionale n. 9 del 1998, si sono trasformati in Aziende Regionali Territoriali per l'Edilizia (ARTE), una per le quattro province liguri; le quattro ARTE possiedono gran parte del patrimonio di edilizia sociale della regione.
Statutariamente le finalità delle ARTE: “è quella di provvedere al miglioramento delle condizioni abitative della popolazione ed al soddisfacimento della domanda abitativa espressa dalla stessa con particolare riferimento alla domanda proveniente dalle fasce sociali a minor reddito”.

venerdì 23 settembre 2016

LA SECONDA CARTOLARIZZAZIONE DEI BENI DELLE ASL LIGURI (seconda parte)

Dopo aver analizzato la “prima cartolarizzazione beni Asl” (iniziata negli anni 2006-2008), cioè la dismissione del patrimonio non più strumentale ai fini sanitari delle Asl, finalizzata alla copertura del debito sanitario del 2005 (di € 252,7 milioni), passiamo ad esaminare la “seconda cartolarizzazione beni Asl”, riguardante la vendita di altri beni pubblici destinata sempre al ripianamento del “buco” nella spesa sanitaria ligure del 2011 ammontante a € 144,2 milioni (per la prima cartolarizzazione vedere questo post:http://appunticorsari.blogspot.it/2016/09/la-prima-cartolarizzazione-dei-beni.html#more).
La legge finanziaria 2011 della Regione Liguria (LR n. 22 del 24/12/2010) all’art. 22 e 23 stabiliva la costituzione di un fondo alimentato dai proventi delle vendite immobiliari dei beni di proprietà degli enti del settore regionale allargato non direttamente impiegati per lo svolgimento di attività istituzionali ovvero per i quali fosse prevista la destinazione ad altro utilizzo. Tali risorse, se provenienti dalla vendita di beni delle aziende sanitarie, dovevano essere destinate sia al ripiano di disavanzi che a programmi di investimento delle Asl; mentre, se proveniente da altri enti, al finanziamento dei loro programmi di intervento. Tali beni dovevano essere ceduti ad ARTE Genova (ex IACP, Azienda Regionale Territoriale per l'Edilizia) il quale corrispondeva alla Regione un prezzo pari al valore dei beni nello stato di fatto in cui si trovavano.

sabato 17 settembre 2016

LA PRIMA CARTOLARIZZAZIONE DEI BENI DELLE ASL LIGURI (prima parte)

Dopo aver esaminato nel dettaglio il caso dell’ampliamento della Casa della Salute di Sarzana, al fine di far comprendere l’importanza e l’articolazione della problematica occorre fare “un passo indietro” ed esaminare brevemente l’operazione denominata prima cartolarizzazione beni Asl, cioè la dismissione del patrimonio non più strumentale ai fini sanitari delle Asl, finalizzato alla copertura del debito sanitario del 2005.
L’esigenza era quella di “tappare” il “buco” della Sanità che nel 2004 ammontava a € 310,5 milioni e nel 2005 a € 252,7 milioni; per coprire questo “buco” erano state adottate misure specifiche che prevedevano: 70 milioni da aumenti addizionale Irpef; 9,7 milioni da aumenti tariffari; 53 milioni da risparmi sul bilancio regionale; 120 milioni di euro dalle dismissioni patrimoniali.

martedì 13 settembre 2016

SPESA SANITARIA: l’INTERVENTO DEI FONDI IMMOBILIARI NELL’OPERAZIONE EX OSPEDALE VECCHIO DI SARZANA (terza parte)

L’ipotesi di riacquisto della porzione dell’immobile adiacente all’attuale Casa della Salute di Sarzana, già oggetto nel 2006 di un operazione di cartolarizzazione di beni delle Asl conclusasi con la vendita nel 2008 a favore di Fintecna Immobiliare (ora CDP Immobiliare), prevedeva non l’acquisizione diretta ma intermediata dalla società IDeA FIMIT sgr di Milano, la quale a sua volta avrebbe acquistato il bene da CDP Immobiliare, per poi ristrutturarlo secondo le esigenze dell’Asl5 e rivenderlo a quest’ultima al prezzo presunto di € 2,5 milioni.
Non sono state fino ad oggi rese note le motivazioni e, soprattutto, le convenienze che avevano originariamente consigliato Asl5 ad accettare il riacquisto mediante una intermediazione della società IDeA FIMIT sgr.

mercoledì 7 settembre 2016

SPESA SANITARIA: IL CASO DELL’AMPLIAMENTO DELLA CASA DELLA SALUTE DI SARZANA (prima parte)

La polemica sulla ri-acquisizione di un fabbricato adiacente all’attuale Casa della Salute ha reso ulteriormente evidente la miopia di un certo modo di governare la finanza regionale e di amministrare la sanità pubblica.
Nel periodo 2006-2008 è stato deciso dalla Giunta Burlando di ripianare 120 milioni (dei  252,7 milioni) di deficit della sanità regionale del 2005 con la vendita di beni pubblici di proprietà di Asl e di Ospedali (cartolarizzazione) che erano inutilizzati e ritenuti non più utili alle necessità organizzative del servizio sanitario regionale.

giovedì 18 agosto 2016

(CONTRO)RIFORMA RENZI/BOSCHI: ALLA DISPERATA RICERCA DI PADRI NOBILI … e le tecniche di propaganda.

La propaganda per il SI al referendum di novembre 2016 sta sempre di più facendo uso di frasi pronunciate da personaggi del passato politico italiano nel tentativo di operare un collegamento con la storia, in particolare con quella della sinistra, specie comunista.
Si tratta di una vera e propria corsa al “santino”: una frase, una foto e l’immancabile richiamo al SI referendario.
Occorre evidenziare che spesso siamo in presenza di un utilizzo indebito dell’altrui pensiero, modificato e piegato a logiche diverse dal contesto storico, dal loro senso e dalla storia del personaggio evocato.